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T. 2 (1771)
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68
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68 LA GERUSALEMMEII.Sorge non lunge alle Cristiane tendeTra solitarie valli alta foresta,Foltissima di piante antiche orrendeChe spargon d'ogn' intorno ombra funesta.Quì nell'ora che 'l Sol più chiaro splende,E luce incerta e scolorita e mesta;Quale in nubilo Ciel dubbia si vede,Se 'l dì alla notte, o s'ella a lui succede.III.Ma quando parte il Sol, qui tosto adombraNotte, nube, caligine, ed orroreChe rassembra infernal, che gli occhj ingombraDi cecità, ch'empie di tema il core.Nè qui gregge od armenti, a paschi all'ombraGuida bifolco mai, guida pastore:Nè v entra peregrin, se non smarrito,Ma lunge passa, e la dimostra a dito.IV.Quì s'adunan le streghe, ed il suo vagoCon ciascuna di lor, notturno, viene:Vien sovra i nembi, e chi d'un fero drago,E chi forma d'un irco informe tiene.Concilio infame, che fallace imagoSuol allettar di desiato beneA celebrar con pompe immonde e sozzeI profani conviti e l'empie nozze.