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T. 2 (1771)
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10 LA GERUSALEMMEXXVI.Perocch' altronde la Città non temeDall' assalto nemico offesa alcuna.Quivi non pur l'empio Tiranno insiemeIl forte volgo e gli assoldati aduna;Ma chiama ancor alle fatiche estreme,Fanciulli e vecchj, l' ultima fortuna.E van questi portando ai più gagliardiCalce, zolfo, bitume, e sassi, e dardi.XXVII.E di machine e d'arme han pieno innanteTutto quel muro a cui soggiace il piano.E quinci, in forma d'orrido gigante,Dalla cintola in su sorge il Soldano;Quindi tra merli il minaccioso ArganteTorreggia, e discoperto è di lontano:E in su la Torre altissima angolare,Sovra tutti, Clorinda eccelsa appare.XXVIII.A costei la faretra e 'l grave incarcoDelle acute quadrella al tergo pende.Ella già nelle mani ha preso l'arco,E già lo stral v'ha su la corda, e 'l tende:E, disiosa di ferire, al varcoLa bella arciera i suoi nemici attende.Tal già credean la vergine di Delo,Tra l'alte nubi, saettar dal Cielo.