CANTO UNDECIMO.XXIII.Quì tace; ed ei risponde: or ti sia notoChe quando in Chiaromonte il grande UrbanoQuesta spada mi cinse, e me devotoFè cavalier l'onnipotente mano:Tacitamente a Dio promisi in votoNon pur l'opera qui di Capitano;Ma d'impiegarvi ancor, quando che fosse,Qual privato guerrier l'armi e le posse.XXIV.Dunque poscia che fian contra i nemiciTutte le genti mie mosse e disposte:E che appieno adempito avrò gli uficChe son dovuti al Principe dell'oste,Ben è ragion, nè tu credo il disdici,Che alle mura, pugnando, anch'io m accoste,E la fede promessa al Cielo osservi:Egli mi custodisca, e mi conservi.XXV.Così concluse; e i cavalier FrancesiSeguir l'esempio, e i due minor Buglioni.Gli altri Principi ancor men gravi arnesiParte vestiro e si mostrar pedoni.Ma i Pagani frattanto erano ascesiLà dove ai sette gelidi TrioniSi volge e piega all'Occidente il muro,Che nel più facil sito è men sicuro.
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