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T. 1 (1771)
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CANTO NONO.LXXXIX.Mille Turchi avea qui che di loriche,E d'elmetti, e di scudi eran coperti,Indomiti di corpo alle fatiche,Di spirto audaci, e in tutti i casi esperti:E furon già delle milizie anticheDi Solimano, e seco ne desertiSeguir d'Arabia 1 suo errori infelici,Nelle fortune avverse ancora amici.XC.Questi ristretti insieme in ordin foltoPoco cedeano o nulla al valor Franco.In questi urtò Goffredo, e ferì il voltoAl fier Corcutte, ed a Rosteno il fianco:A Selin dalle spalle il capo ha sciolto:Tronco a Rosseno il destro braccio e 'I manco.Nè già soli costor; ma in altre guiseMolti piagò di loro, e molti uccise.XCI.Mentre ei così la gente SaracinaPercuote, e lor percosse anco sostiene:E in nulla parte al precipizio inchinaLa fortuna de' Barbari, e la spene:Nova nube di polve ecco vicina,Che folgori di guerra in grembo tiene;Ecco d'arme improvise uscir un lampo,Che sbigottì degl'infedeli il campo.

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