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T. 1 (1771)
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CANTO SESTO.Io per me non vuò già ch'ignobil morteI giorni miei d' oscuro oblio ricopra:Nè vuò ch'al novo dì, fra queste porte,L'alma luce del Sol chiuso mi scopra.Di questo viver mio faccia la sorteQuel che già stabilito è là di sopra:Non farà già, che senza oprar la spada,Inglorioso e invendicato io cada.VI.Ma quando pur del valor vostro usatoCosì non fosse in voi spento ogni seme,Non di morir pugnando ed onorato,Ma di vita, e di palma anco avrei speme.A incontrare i nemici e 'I nostro fatoAndianne pur deliberati insieme;Chè spesso avvien che ne maggior perigl)Sono i più audaci gli ottimi consiglj.VII.Ma se nel troppo osar tu non isperi,Nè sei d'uscir con ogni squadra ardito;Procura almen, che sia per due guerrieriQuesto tuo gran litigio or difinito.E perchè accetti ancor più volentieriIl Capitan de' Franchi il nostro invito;L'arme egli scelga, e'l suo vantaggio toglia:E le condizion formi a sua voglia.Tomo I.

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