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T. 1 (1771)
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CANTO QUINTO.XXIX.Ma per le voci altrui già non s allentaNell'offeso guerrier l'impeto e l'ira.Sprezza i gridi, e i ripari, e ciò che tentaChiudergli il varco, ed a vendetta aspira;E fra gli uomini, e l'arme oltre s'avventa,E la fulminea spada in cerchio giraSì, che le vie si sgombra; e solo, ad ontaDi mille difensor, Gernando affronta.XXX.E con la man, nell'ira anco maestra,Mille colpi ver lui drizza e comparte.Or al petto, or al capo, or alla destraTenta ferirlo, ora alla manca parte;E impetuosa, e rapida la destraÈ in guisa tal, che gli occhj inganna e l'arte:Talch' improvisa, e inaspettata giungeOve manco si teme; e fere e punge.XXXI.Nè cessò mai, finchè nel seno immersaGli ebbe una volta, e due la fera spada.Cade il meschin su la ferita, e versaGli spirti, e l'alma fuor per doppia strada.L'arme ripone ancor di sangue aspersaIl vincitor, nè sovra lui più bada;Ma si rivolge altrove, e insieme spogliaL'animo crudo, e l'adirata voglia.

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