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T. 1 (1771)
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CANTO QUARTO.LXV.Ciò detto tace, e la risposta attendeCon atto che, in silenzio, ha voce e preghi.Goffredo il dubbio cor volve e sospendeFra pensier varj, e non sa dove il pieghi.Teme i barbari inganni, e ben comprendeChe non è fede in uom ch'a Dio la neghi.Ma d'altra parte in lui pietoso affettoSi desta, che non dorme in nobil petto.LXVI.Nè pur l'usata sua pietà natíaVuol che costei della sua grazia degni;Ma il move utile ancor: ch'util gli fiaChe nell' imperio di Damasco regniChi, da lui dipendendo, apra la viaEd agevoli il corso ai suoi disegni;E genti, ed arme gli ministri, ed oroContra gli Egizj, e chi sarà con loro.LXVII.Mentre ei, così dubbioso, a terra voltoLo sguardo tiene, e'l pensier volve e gira;La donna in lui s'affissa, e dal suo voltoIntenta pende, e gli atti osserva e mira:E perchè tarda, oltra 'l suo creder, moltoLa risposta, ne teme e ne sospira.Quegli la chiesta grazia alfin negolle:Ma diè risposta assai cortese e molle.H ij

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