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T. 1 (1771)
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CANTO QUARTO.LIII.E mi soggiunse poi, ch'alla mia vita,Sol fuggendo, allungar poteva il corso;E poich' altronde io non sperava aita,Pronto offrì se medesino al mio soccorso;E confortando mi rendè sì ardita,Che del timor non mi ritenne il morso;Sicch' io non disponessi, all'aer cieco,Là patria e'l zio fuggendo, andarne seco.LIV.Sorse la notte oltra l'usato oscura,Che sotto l'ombre amiche ne coperse:Talchè con due donzelle uscii sicura,Compagne elette alle fortune avverse.Ma pure indietro alle mie patrie muraLe luci io rivolgea di pianto asperse:Nè della vista del natío terrenoPotea, partendo, ſaziarle appieno.LV.Fea l'istesso cammin l'occhio, e 'l pensiero;E mal suo grado il piede innanzi giva:Siccome nave ch'improvviso e feroTurbine scioglia dall' amata riva.La notte andammo, e 'l dì seguente interoPer lochi ov' orma altrui non appariva.Ci ricovrammo in un castello alfine,Che siede del mio regno in sul confine.

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