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T. 1 (1771)
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CANTO QUARTO.V.Quì mille immonde Arpie vedresti, e milleCentauri, e Sfingi, e pallide Gorgoni,Molte e molte latrar voraci Scille,E fischiar Idre, e sibilar Pitoni,E vomitar Chimere atre faville,E Polifemi orrendi, e Gerioni,E in nuovi mostri, e non più intesi o visti,Diversi aspetti in un confusi, e misti.VI.D'essi parte a sinistra, e parte a destraA seder vanno al crudo Re davante.Siede Pluton nel mezzo, e con la destraSostien lo scetro ruvido e pesante:Nè tanto scoglio in mar, nè rupe alpestra,Nè pur Calpe s'innalza, o'l magno Atlante,Ch'anzi lui non paresse un picciol colle;Sì la gran fronte, e le gran corna eſtolle.VII.Orrida maestà nel fero aspettoTerrore accresce, e più superbo il rende:Rosseggian gli occhj, e di veneno infetto,Come infausta cometa, il guardo splende:Gl'involve il mento, e su l'irsuto pettoIspida e folta la gran barba scende:E in guisa di voragine profonda,S'apre la bocca d'atro sangue immonda.

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