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T. 1 (1771)
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84
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LA GERUSALEMME84L.Venia per far nel barbaro omicidaDell'estinto Dudone aspra vendetta;E fra suoi giunto, alteramente grida:Or qual indugio è questo? e chè s'aspetta?Poich' è morto il Signor che ne fu guida,Chè non corriamo a vendicarlo in fretta?Dunque in sì grave occasion di sdegnoEsser può fragil muro a noi ritegno?LI.Non, se di ferro doppio, o d'adamanteQuesta muraglia impenetrabil fosse,Colà dentro sicuro il fero ArganteS' appiatteria dalle vostr' alte posse.Andiam pure all'assalto: ed egli innanteA tutti gli altri in questo dir si mosse;Chè nulla teme la sicura testaO di sassi o di strai, nembo o tempesta.LII.Ei crollando il gran capo, alza la facciaPiena di sì terribile ardimento,Che fin dentro alle mura i cori agghiacciaAi difensor d'insolito spavento.Mentre egli altri rincora, altri minaccia,Sopravvien chi reprime il suo talento:Chè Goffredo lor manda il buon Sigiero,De' gravi imperj suoi nunzio severo.