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T. 1 (1771)
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CANTO TERZO.Al gran piacer che quella prima vistaDolcemente spirò nell' altrui petto,Alta contrizion successe, mistaDi timoroso e riverente affetto.Osano appena d'innalzar la vistaVer la Città, di Cristo albergo eletto;Dove morì, dove sepolto fue,Dove poi rivestì le membra sue.VI.Sommessi accenti, e tacite parole,Rotti singulti, e flebili sospiriDella gente, che in un s'allegra, e duole,Fan che per l'aria un mormorio s'aggiri;Qual nelle folte selve udir si suole,S' avvien che tra le frondi il vento spiri:O quale infra gli scoglj, o presso ai lidiSibila il mar, percosso, in rauchi stridioVII.Nudo ciascuno il piè calca il sentiero;Chè l'esempio de' Duci ogni altro move,Serico fregio o d'or, piuma o cimieroSuperbo dal suo capo ogn'un rimove:Ed insieme del cor l'abito alteroDepone, e calde e pie lagrime piove.Pur, quasi al pianto abbia la via rinchiusa,Così parlando ogn'un se stesso accusa:E iij

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