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T. 1 (1771)
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68
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LA GERUSALEMME68II.Il saggio Capitan con dolce morsoI desiderj lor guida e seconda:Chè più facil saria svolger il corsoPresso Cariddi alla volubil'onda,O tardar Borea, allor che scuote il dorsoDell'Apennino, e i legni in mare affonda.Gli ordina, gl'incammina e n suon gli reggeRapido sì, ma rapido con legge.III.Ali ha ciascuno al core, ed ali al piede:Nè del suo ratto andar però s accorge.Ma quando il sol gli aridi campi fiedeCon raggj assai ferventi, e in alto sorge;Ecco apparir Gerusalem si vede:Ecco additar Gerusalem si scorge:Ecco da mille voci unitamenteGerusalemme salutar si sente.IV.Così di naviganti audace stuolo,Che mova a ricercar estranio lido,E in mar dubbioso, e sotto ignoto poloProvi l'onde fallaci, e 'l vento infido;S' alfin discopre il desiato suolo,Il saluta da lunge in lieto grido:E l'uno all'altro il mostra, e intanto obliaLa noja, e 'l mal della passata via.