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T. 1 (1771)
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60
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60 LA GERUSALEMMELXXX.Quì tacque Alete; e 'l suo parlar seguiroCon basso mormorar que' forti eroi:E ben, negli atti disdegnosi, apriroQuanto ciascun quella proposta annoi.Il capitan rivolse gli occhj in giroTre volte e quattro, e mirò in fronte i suoi;E poi nel volto di colui gli affisseCh' attendea la risposta, e così disse:LXXXI.Messaggier, dolcemente a noi sponestiOra cortese, or minaccioso invito.Se'l tuo Re m ama, e loda i nostri gesti,È sua mercede, e m'è l'amor gradito.A quella parte poi, dove protestiLa guerra a noi del Paganesmo unito;Risponderò, come da me si suole,Liberi sensi in semplici parole.LXXXII.Sappi che tanto abbiam fin or soffertoIn mare, in terra, all'aria chiara e scura,Solo acciocchè ne fosse il calle apertoA quelle sacre e venerabil mura;Per acquistar appo Dio grazia e merto,Togliendo lor di servitù sì dura:Nè mai grave ne fia, per fin sì degno,Esporre onor mondano, e vita e regno.