CANTO PRIMO.LXV.Ma già tutte le ſquadre eran con bellaMostra passate, e l'ultima fu questa:Quando Goffredo 1 maggior duci appella,E la sua mente lor fa manifesta.Come appaja diman l'alba novellaVuo' che l'oste s'invii leggiera e presta:Sicch' ella giunga alla città sacrata,Quanto è possibil più, meno aspettataLXVI.Preparatevi dunque ed al viaggioEd alla pugna, e alla vittoria ancora.Questo ardito parlar d'uom così saggioSollecita ciascuno, e l'avvalora.Tutti d'andar son pronti al novo raggio,E impazienti in aspettar l'aurora.Ma'l provvido Buglion senza ogni temaNon è però, benchè nel cor la prema.LXVII.Perch'egli avea certe novelle intesc,Che s'è d'Egitto il Re già posto in viaIn verso Gaza, bello e forte arneseDa fronteggiare 1 regni di Soria.Nè creder può, che l'uomo, a fere impreseAvvezzo sempre, or lento in ozio stia;Ma d'averlo, aspettando, aspro nemico,Parla al fedel suo messaggiero Enrico:Biv
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