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T. 1 (1771)
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22LA GERUSALEMMELXII.Ma cinquemila Stefano d'AmbuosaE di Blesse, e di Turs in guerra adduce.Non è gente robusta o faticosa,Sebben tutta di ferro ella riluce.La terra molle e lieta e dilettosa,Simili a se gli abitator produce.Impeto fan nelle battaglie prime;Ma di leggier poi langue, e si reprimeLXIII.Alcasto il terzo vien, qual presso a TebeGià Capaneo, con minaccioso volto.Sei mila Elvezj, audace e fiera plebe,Dagli Alpini castelli avea raccolto:Che'l ferro uso a far solchi, e franger glebeIn nove forme, e in più degne opre ha volto,E con la man, che guardò rozzi armenti,Par che i Regi sfidar nulla paventi.LXIV.Vedi appresso spiegar l'alto vessilloCol diadema di Piero, e con le chiavi.Quì settemila aduna il buon CammilloPedoni, d'arme rilucenti e gravi:Lieto, ch'a tanta impresa il ciel sortillo,Ove rinnovi il prisco onor degli avi:O mostri almen ch'alla virtù Latina,O nulla manca, o sol la disciplina.