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T. 1 (1771)
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18 LA GERUSALEMMEL.Venian dietro ducento in Grecia nati,Che son quasi di ferro in tutto scarchi:Pendon spade ritorte all'un de' lati:Suonano al tergo lor faretre ed archi:Asciutti hanno i cavalli al corso usati,Alla fatica invitti, al cibo parchi:Nell'assalir son pronti, e nel ritrarsi;E combatton fuggendo erranti e sparsi.LI.Tazio regge la schiera; e sol fu questiChe, Greco, accompagnò l'arme Latine.O vergogna, o misfatto! or non avestiTu Grecia quelle guerre a te vicine?E pur quasi a spettacolo sedesti,Lenta aspettando de grand'atti il fine.Or se tu sei vil serva, è il tuo servaggio(Non ti lagnar) giustizia, e non oltraggio.LII.Squadra d'ordine estrema ecco vien poi,Ma d'onor prima, e di valore e d'arte.Son quì gli avventurieri invitti croi,Terror dell' Asia, e folgori di Marte.Taccia Argo i Mini, e taccia Artù que' suoiErranti, che di sogni empion le carte:Ch' ogni antica memoria appo costoroPerde: or qual duce fia degno di loro?