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T. 1 (1771)
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16 LA GERUSALEMMEXLIV.Gli uni e gli altri son mille: e tutti vannoSotto un altro Roberto insieme a stuolo.Maggior alquanto è lo squadron Britanno;Guglielmo il regge al Re minor figliuolo.Sono gl'Inglesi sagittarj, ed hannoGente con lor, ch'è più vicina al polo.Questi dall'alte selve irsuti mandaLa divisa dal mondo ultima Irlanda.XLV.Vien poi Tancredi; e non è alcun fra tanti(Tranne Rinaldo) o feritor maggiore,O più bel di maniere e di sembianti,O più eccelso ed intrepido di core.S' alcun' ombra di colpa i suoi gran vantiRende men chiari, è sol follia d'amore:Nato fra l'arme, amor di breve vista,Che si nutre d'affanni, e forza acquista.XLVI.È fama che quel dì che gloriosoFe'la rotta de'Persi il popol Franco:Poichè Tancredi alfin vittoriosoI fuggitivi di seguir fu stanco;Cercò di refrigerio, e di riposoAll'arse labbia, al travagliato fianco:E trasse, ove invitollo al rezzo estivo,Cinto di verdi seggun fonte vivo.XLVII.