LA GERUSALEMMEXX.Vennero i Duci, e gli altri anco seguiro;E Boemondo sol. qui non convenne.Parte fuor s'attendò, parte nel giro,E tra gli alberghi suoi Tortosa tenne.I grandi dell'esercito s uniro(Glorioso senato!) in dì solenne.Quì il pio Goffredo incominciò tra loro,Augusto in volto, ed in sermon sonoro:XXI.Guerrier di Dio, ch'a ristorare i danniDella sua fede il Re del Cielo elesse:E securi fra l'arme, e fra gl'inganniDella terra e del mar, vi scorse e resse;Sicch' abbiam tante e tante in sì pochi anniRibellanti provincie a lui sommesse:E fra le genti debellate e dome,Stese l'insegne sue vittrici, e'l nome;XXII.Già non laſciammo i dolci pegni, e 'l nidoNativo noi (se 'l creder mio non erra)Nè la vita esponemmo al mare infido,Ed a' periglj di lontana guerra,Per acquistar di breve suono un gridoVolgare, e posseder barbara terra;Chè proposto ci avremmo angusto e scarsoPremio, e in danno dell'alme il sangue sparso.
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