Arg
Più non curo me stessa, odio la vitaCompatiſco Regina, e non condannoLa cagion del tuo pianto;Ma non approvo già che tù disperiConforto al tuo dolor; pace all'affanno.Vanne dove il superboAlza il capo orgoglioso, e noi disfida;E con parlare accerbo-Tù rampogna l'infido; e tu losgrida.Dilli cor barbaro,Cor senza fe.La fè giuratamiDov'è dov'è?Dilli &c.Ars. Vado dunque. Arg. No senti:Se ti chiede di mè, che le dirai?Ars. Tutto quel che vorrai.Arg. Narrali le mie pene, i miei tormenti.Dilli che l'animaPiù mia non è.Dilli - - - - - - - nò, nò.Ars. Tutto quel che desiaI tuo cor li dirò. Arg. Dille, ch'OronteEsser deve di Dori, e non d'Argia.H. iij4
Lⵎⴾparte.1