Sian scelerati i votiApronsi l'auree porte e'l Ciel gli accoglie.Stillar solo usan le stelleSoura gli Empi i nembi d'or.Miran sol serene, e belleChì di colpe ogn'altro duuanza.Io non sono empio abastanzaPer goder i lor fauor.Stelle! stelle! che stelle? io rido, e piango.Vapori di vil fangoIndorati dal Caso.Occhi di rie Megere,Di li vor dispensiere, angoscie, e guai,Sol di serpi crinite, e non di rai.Mente chi a l'altrùi cuneVi fè Balie vitali.A glì altrui funeraliLampadi che vibrate ardor di gelo,Siete faci di morte, orror del Cielo.Se nel Ciel Giove pur seiTi disfido a fulminar.Scoccherò da Labri miei
Stil. &c.