Fid.Dem.Ali.
Ben ne se degno, e l'AlmaNon hà ritegno a tributarti il core.Doue cadon del PrenceI diuini fauoriLa quasi in Tempio offre il vassallo onori.Democle, io sò che i GrandiDanno in prestito i merti, e bene spessoCiò che in Lauro fiorò cadde in Cipresso.Pur fin che mi circondaGrazia di regio Cor, l'aureo balenoRisplenderà per te raggio sereno.Io parto. E tu crudelePur deluso mi uedi. In questo giornoDoppiamente conobbiche non men che ai RegnantiInfelice il Destin gira a gli Amanti.Fidalmo, io non sò ben di tua grandezzaSe è obbligo maggioreTu hauer deggia al mio affetto, ò al tuo valore.Sò ben che nell' amartiProuo rigidi affanni;Ma sian crudi, e tiranni i cruci mici,Per me non cambiereiCon Giove, e con gli DeiPer