La salvezza dell'altroDunque solo comprar m'era concesso,Dunque trovar doveviNel Mar pietà Telegono infeliceSol vittima per fartiDel paterno furor, nè mi ferisci,Se non perchè sottrartiIo non possa al morir? Ma neghittoso,Se a te cale di lui, tu qui che fai?A difendere quel pettoTraditor perchè non vai?Dal periglioSalva il FiglioParti, eotri, il volo affretta,O primier la mia vendettaNel tuo sen correr vedrai,Eude. Signor ben tutto il sangueA suo prò verserò; ma dove, doveVolger mi debbo? IngombraLa Notte il Polo, io forastier. Vliss. VscisteRatti su'l Firmamento Astri malvagi,Si l'orrendo spettacolo v'aggrada.Eccomi, reo qual mi volete io sono;Ma pronto seguirà, se non previeneH
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Telegono : tragedia per musica ; rappresentata alla corte Elettoral Palatina il carnovale dell' anno 1697
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