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Telegono : tragedia per musica ; rappresentata alla corte Elettoral Palatina il carnovale dell' anno 1697
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Mi fiede ignoto duolo,Che a togliermi la vitaSarebbe alfin bastante.CENAII.Eudemo, Vlisse.Vi sotto ai Regi TettiDi riveder l'amato Prence ho ſpeme.Ulis. Di Penelope al FiglioCirce crudel MatrignaSei tu forse, che insidia?Eud. Odo costuiDi Circe a me SignoraArticolar il Nome, e nella destraDi Telegono ha'l ferro. Alla purpureaZona, che lo sostiene,Ed all'Else gemmato io lo ravviso.Per le vene un giel mi scende;Ma queſt'alma non comprende,Se di duolo è presagio, o pur di riso.Quella spada che stringiSignor dirmi onde avestiDeh grave non ti sia. Vliss. Perchè? Eud. CingeaDi Cavalier subblime,Che Naufragio crudel da me diuise,Pur dianzi il fianco. A te, cui nota è Circe,Di