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Telegono : tragedia per musica ; rappresentata alla corte Elettoral Palatina il carnovale dell' anno 1697
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SCENAII.Venilia, Telegono.Vanni suoiPer affrettarvi al voloO momenti fataliaggiunsero le Furie.Teleg. Astratta me non vide. Venil. Ove mi scortaL'insania del mio duol gioco de' Fati:Mi preparan l'asilo i Templi forseSede de' Numi ingiusti, i Templi, in cuiOgni Altar, che rimiro è mio Sepolcro?O Venilia! ò Telegono! Teleg. Ti restaDi Telegono dunque o PrincipessaQualche memoria ancora, ed il mio NomeFra tuoi Sospiri ha loco?Venil. Nel sommo del martireTu sei la Deità, che sola invoco.Ma pur io ti riveggio?Chi ti rende alla tua fidaDel mio cor ultima speme,Chi a raccor l'alma ti guida,Che s'invola a pene estreme?Un Dio non gia, son tutti a me contrari.F 2

Anzi