Turno dai Patri RegniQui a caso non m'inuia,Sebben nacquero in voi ſoſpetti indegni.SCENAVI.Telegono in disparte, i detti.Cco Venilia, in di cui traccia ha scorsaTutta sin or la Reggia il piede incerto.Loada. Temei del mio demerto,Non della tua Virtù. Veni. senti per ancoSciolta da' tuoi legami, ei mi rimaneLibero il favellar, e ho'l cor sì franco,Che sdegnando arrossir per la menzognaDirti saprei. Teleg. Ciò ch'ella parli udiamoEd il sangue a colui fuor d'ogni venaBeva il ferro, s'è d'uopo, indi l'arena.s'auuanza.Venil. Prencipe alle tue fiammeE' di gielo quest'Alma. Il tuo sospettoNon vaneggia con l'ombre.M'è di pena il tu'aspetto, e bramereiQuando invochi pietà darti la morte,Di sì infauste RitorteDeh non legarti, onde non sparga poi
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