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Telegono : tragedia per musica ; rappresentata alla corte Elettoral Palatina il carnovale dell' anno 1697
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Fida amante, o tal ConsorteL'altrui Scempio, o la mia Morte,Oggi ancor ti lascierà.Di chi toglie a me la PaceAssalito il petto audaceCaderò, s'ei non cadrà.SCENAVI.Nausitea, Telemaco.I sortì al fin di penetrar le Turbe.Della Cognata il maleAppo di lei mi chiede,Scusa, se a te m'involo.Telem. Tutta per occupar la tua pietadeDi Venilia non langue il petto solo.Naus. D'amor i detti adorna, e di quel lume,Che nel volto all'Ignoto i cori abbagliaQualche baleno ha pur coſtui negl'occhi.Telem. Fanne più giusta parte.Naus. Ma quanto è più vivaceLa favella del primo, il brio, l'aspetto!Addio. Telem. Fretta crudele.Naus. Ogn'indugio è diffetto.

SCENA