Lunga se'n vegga uscir Serie d'Eroi.Alcin. Dono degno de' NumiE'l dono del tuo Re. Di meritarloColl'affetto, e co'i votiStudieran dal mi'eſempioE Laodamante, e i Popoli devoti.Laod. Dia le mosse à miei contentiIl tuo cenno o Genitor.Sono martire de' momenti;Perchè sfaciomi nell'ardor.Alcin. Doppio Serto di fiori a me si rechi,Teleg. Di sì funesta scenaSpettator neghittoſoTelegono rimane? Ah ti souvenga,Che Venilia tu perdi. Ha soura leiRagion la fiamma tua, perchè primiera.Penetrerò i Custodi, a piè del TronoTraffigero il Rivale.Venil. Numi d'Onor, di cui Vittima io sonoSoffocatemi in petto in sì gran punto,I cresciuti tumulti. O Dio Teleg.suiene alla vista di Telegono.Laod. Sostienti anima mia. Pren. Che veggo! Laod. Cieli!Spento degl'occhi il dolce lume, e vivo,Di pallide VioleSparſs
Druckschrift
Telegono : tragedia per musica ; rappresentata alla corte Elettoral Palatina il carnovale dell' anno 1697
Entstehung
Einzelbild herunterladen
verfügbare Breiten