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Telegono : tragedia per musica ; rappresentata alla corte Elettoral Palatina il carnovale dell' anno 1697
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SCENA II.Nausitea, Telegono, Alcinoo.Adre, e Signor il Forastier, che miri,E che gettò su'i nostri Lidi il NemboAd inchinarti io trassi. Teleg. A tanta GloriaSe scorgermi dovea,Più felice non puoteEsler la mia Sciagura.Alcin. Quando giouarti io debba,Ella Amico divien per me ventura.Naus. Ah che dall'Onde infestetra se.In due Lumi ſereni all'Alma miaEi portò le TempesteAlcin. Ricompor tu potraiColl'Imagini liete ingombra ancoraDal Naufragio l'idea. Teleg. Forse tra i FluttiEra il cor più tranquillo, e m'inquietaFatta d'altri colei,Cui l'impero toccò de' Sensi miei.Alcin. Grand Oſpite laſsù Figlia t'attende,Ver lui tuo piè s'affretti.Naus. Meco salir tu puot. Teleg. Deh mi permettiChe misto fra le TurbeC 2Scorga