Di vicina ProcellaPoca Nube presaga. Ha in ciò communiCo'i Regni della TerraI moti suoi l'ondoso Impero, e spessoDa negletta cagion scuoter si mira,Telem. Scuotasi a voglia sua, siamo in Corcira,Ed all'Amico Alcinoo,Che del Figlio alle NozzeDesia presenti i tuoi Reali Auspici,Compiacer ti fia datoUlisse. Attendon il mi'arrivo ufficiosiAd altro Porto i Suoi; che frequentatoQuesto non vien, ma a noiNeccessario si rese.Verso del Re corteseOr tu precorri o Figlio i passi miei;Molto è quel ch'io le debbo, e tu le deiTelem. Che grato egli t'accose all'or, che'l FluttoNaufrago qui ti spinse,Già mi narrasti o Padre.Ulisse. Nausitea pur vedrai. E d'alte grazieAlla Vergin sublimeTenuto Vlisse. Telem. E ciò m'è noto ancora.Vlisse
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Telegono : tragedia per musica ; rappresentata alla corte Elettoral Palatina il carnovale dell' anno 1697
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