Sacerd Rendi grazie à tè stesso, un Nume seisi accenna la sua statua.Dem. Lungi da mè quest'arroganza: cadaya per gettar la sua statua, il Sacerdote lo trattiene,Sacer. Il rifiutare un Regno,Vn ben caduco, efrale,E gran virtù: mà rifiutar gl'onoriSempiterni, immortali, è fallo indegno.Dem. Vomo son 10.Sacer. Tal fù pur anche GioveBaeco, Nettuno, e la Gran Dea Minerva,Donna non fù? che veneriam per dei?E si qual essi furo, ora tu sei,Anzi in Pietade, & in virtù maggiotePerche qual essi sono esser non Dei?Prendi questa Corona, un giorno in Cielo,li pone in capo la Corona.Per coronar Popre leggiadre e belle,Si formerà di rilucenti stelle,Dem, Sia qual di mè pensate, ov'è la bellaL'innocente Euridice? à queſta ignotoFù di Cassandro, e non peccò Cassandro,Se nel Tempio s'ascose. in ogni locoLice cercare alla sua vita scampo.Sacer. Grazie al Cielo si renda, e se lo bramìVenga
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Il giorno di salute ovvero Demetrio in Athene : dramma per musica da rappresentarsi nei giorni del carnovale ... 1697
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