CONSALVO E WERTHEB.
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Consalvo, (l)evc avervi accennalo anche !.. Pierelli,in un articolo della 11 Rassegna Nazionale ch'io nonson riuscito a vedere). Codesto poemetto anzi non èse non un Werther in miniatura; e qual miniatura!L’amatore italiano sogna d’oltenere, moribondo, quelche il tedesco, deliberalo di morire: il nodo dell'a-zione, nel romanzo come nel poema, consiste in ununico, supremo, disperato bacio dell’ amata, donnad’altrui, a cui necessariamente succede l’annienta-mento. E la somiglianza, ch’ò nelle linee generali, siriscontra altresì nei particolari. “ Ieri ,,, raccontaWerther (II, 21 novembre), “ nel partirmi da lei, ellami stese la mano. Addio, caro Werther, mi disse.Era la prima volta ch’io m’udiva apostrofare conquell’epiteto di caro, e la parola mi corse le mi-dolle e le ossa. Da indi in qua io me la sono ripetutaun centinaio di volte „. — Gli stessi eifetti in Con-salvo : Un guardo suo lieto... — “ Deh perchè non m’eradata la gioia di morire per te? ,,, esclama l’uno, “ disacrificarmi per te, o Carlotta! Sento ch’io morreianimoso e beato....; ma, purtroppo, solo a pocheanime generose è concesso di spargere il propriosangue per la salute de’ loro cari „. E l’altro: feliceappresso Chi per le sparga con la vita il sangue!
II romanziere narra:
L’infelice Werther, disperato, trapelante, si gettò ai piedi diCarlotta, afferrò le sue mani e se le accostò agli occhi o allafronte, come cercasse un ristoro aH’intcrna arsura. In quel mo-mento balenò a Carlotta l’idea del suo funesto disegno. Le siconfusero i sensi; strinse le mani di Werther, le premè al suoseno, o chinandosi su di lui in malinconico abbandono, le loroguance di fiamma vennero inconsciamente a sfiorarsi. Il mondoscomparve innanzi ad essi. Egli intrecciò le sue braccia intornoalla gentile persona, la strinse al petto, e in voluttuoso deliriocolmò quelle pudiche labbra tremanti, su cui pareva fermarsiincerta la parola, di mille focosissimi baci.
E occorre forse ricordare i versi del nostro pochi ?Del quale però non sarà inutile di qui riferire duedei pensieri registrati nello Zibaldone, che lumeg-