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ILLUSTRAZIONI.
Ma il Leopardi non isletle collidilo alla copia;anzi ben per tempo dovè conoscerne l’originale. Inuna lettera al Griglienti, del 28 aprile 1820, a chi lorimproverava d’aver Callo argomento di poesia uncaso di cronaca troppo recente, egli obbietta (I, 270;e v. più sii, ]). 253):
Alle ragioni... rispondo con un solo esempio fra i milioniche so no trovano, e elio avrei anello in mente. Il Werther diGoothe versa sopra un fatto ch'era conosciutissimo in Germa-nia, e la Carolina o il marito erano vivi e verdi, quando quel-l'opera famosa fu pubblicata.
E in una lettera al Pueeinotti, del 5 giugno 1826, sidà un giudizio delle Memorie del Goethe, che lasciaintendere come di questi il Recanatese conoscessegià molto. Esse, egli osserva (II, 141; e cfr. 169),
hanno molte cose nuove e proprie, come tutte le opero diquellautore, e gran parte delle altre scritturo tedesche; masono scritte con una cosi salvatica oscurità e confusione, e mo-strano certi sentimenti e certi principi! così bizzarri, mistici eda visionario, che, se ho da dirne il mio parere, non mi piac-ciono veramente molto.
Quella storia d’amore e morte dovè fare una pro-fonda impressione al malinconico e fantasioso solita-rio di Recanati. Lì egli trovava sinceramente espressoquel triste e soave affetto per la natura, che facevapalpitare anche lui; lì era amaramente derisa la su-perbia dell’uomo che, davanti allo spettacolo infinitodell’universo, osa proclamarsene signore; e lì pure,tra il rumare di tutte le cose, un sentimento soloera salvato, anzi gli eran resi onori divini, l’amore,“ quest'uno prepotente signore „ che “ l’eterne leggi „diedero “ all’uman core „. Sì, sono persuaso „, esla-mava l’adorator di Carlotta (I, 15 agosto), “ che nullaal mondo è necessario all’uomo, fuorché l'amore
Non posso qui venir additando tutte le tracce chedel Werlher — e con esso dell’ Ortis — si scorgononegli scritti leopardiani; ma questo mi preme dinotare, che meglio che altrove esse sono evidenti nel