VISITA ALLA TOMBA DEL TASSO.
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Mira colui che lacrimar fu vistoTutta sua vita, e or di suo pianto ha ’l frutto,
E cantò l’armi e ì glorioso acquisto.
Oh dolce pianto, oh fortunato lutto,
Oli vento che ’l noeehior sospinse al portoU’ noi conturba più vento nè flutto !
Il Leopardi s’era foggialo un Tasso Lullo a suaimmagine e somiglianza. (Gir. anche il Dialogo diTorquato Tasso e del suo Genio familiare ; ed Kpist. I,110, 11(5). Ed è commovente leggere la descrizionech’ei fece al fratello Ciarlo, della visita alla chiesettadi Sanl’Onofrio (-112-3). Come non ripensare a quelladi San Vitale !
Venerdì 15 febbraio 1823 fui a visitare il sepolcro del Tassoe ci piansi. Questo è il primo e l’unico piacere che ho provatoin Roma. La strada per andarvi è lunga, e non si va a quelluogo se non per vedere questo sepolcro; ma non si potrebbeanche venire dall’America per gustare il piacere dello lagrime
10 spazio di due minuti? 15 pur cortissimo che le immense speseche qui vedo fare non per altro ohe per procurarsi uno o unaltro piacere, sono tutte quante gettate all’aria, perchè in luogodel piacere non s’ottiene altro che noia. Molti provano un senti-mento d'indignazione vedendo il cenere del Tasso, coperto eindicato non da altro che da una pietra larga e lunga circa unpalmo e mozzo, e posta in un cantoneino d’una chicsuccia. Io nonvorrei in nessun modo trovar questo cenere sotto un mausoleo.Tu comprendi la gran folla di affetti elio nasce dal considerare
11 contrasto fra la grandezza del Tasso e 1' umiltà della suasepoltura. Ma tu non puoi avere idea d’un altro contrasto, cioèdi quello che prova un occhio avvezzo alla infinita magnificenzae vastità de’ monumenti romani, paragonandoli alla piccolezzae nudità di questo sepolcro. Si sente una trista e fremebondaconsolazione pensando che questa povertà è pur sufficiente adinteressare e animar la posterità, laddove i suberbissimi mau-solei, che Roma racchiude, si osservano con perfetta indifferenzapor la persona a cui furono innalzati, della quale o non si do-manda neppure il nomo, o si domanda non come nome dellapersona ma del monumento. Vicino al sepolcro del Tasso èquello del poeta Guidi, che volle giacere prope magnos Torquaticineree, come dico l’iscrizione. Fece molto male. Non mi restòper lui nemmeno un sospiro. Appena soffrii di guardare il suomonumento, temendo di soffocare le sensazioni che avevo prò-