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ILLUSTRAZIONI.
nuove di filologia, perchè cpial filologia in Ilalia? Evero che Mai è sul pillilo di vestire la porpora, eMazzolanti gli verrà appresso; ma essi ne sono de-bitori al gesuitismo, e non alla filologia Soggiunge:“ avete voi nuove di Gioberti ? „ ; di colui cioè chedodici anni più tardi doveva lare al gesuitismoquell’assalto così formidabile ! (Gir. D’Ovinio, SaggicriLici, 654).
II.
Il De Sanclis (Studio su G. L., 160-1) giudicò questa“ canzone straordinaria, se mai ce ne fu; perchè, senella parte tecnica poco si discosta dalle altre scritteinnanzi, per ricchezza e novità di contenuto soprastàa quelle di molto. Prima c’era l’artista, già maestrodi stile; ora c’è anche il poeta, c’è lui „. Lo Zumbinil’ha esaminata esteticamente in un suo recente saggio(nella “ Rassegna critica d. lett. ila! gemi.- l'ebb.1898), e osserva tra l’altro: “ Col principio e collaline di ciascuna stanza, è come un aprirsi' e chiu-dersi di un paradiso, un avvicendarsi del passalo colpresente: quello ognor meno splendido quantomenoremolo, ma sempre più bello al confronto di questoeh’è tutto silenzio e tenebre. L’uno è visione chesorride allo sguardo e si dilegua, l’altro è voce che,quasi dall’ alto e pari a quella del Gallo Silvestre,ricorda la lugubre legge della storia umana „.
Nella cantica giovanile (1816), YAppressamento dellamorte (c. IV, 130-41), il Leopardi aveva descritto “ labeata sede de’ giusti ,„ dov’erano Dante, il Petrarcae il Tasso prediletto :
Vedi ’l magno Aligliier elio sopra l’etraRicordasi cli’ascese un’altra volta,
E del dir vostro pose la gran pietra.
E vedi quel vichi ch’anco s’ascoltaLagnarsi che la mente al mondo tristoEbbe a cosa mortai troppo rivolta.