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I canti di Giacomo Leopardi : illustrati per le persone colte et per le scuole ; con la vita del poeta narrata di su l'epistolario
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CANTI.

Europa, e il mondo poserà sicuro.

E tu comincia a salutar col risoGlispidi genitori, o prole infante,

Eletta agli aurei di: ti spaurìLinnocuo nereggiar de cari aspetti.

Ridi, o tenera prole: a te serbatoÈ cotanto favellare il frutto;

Veder gioia regnar, cittadi e ville,Vecchiezza gioventù del par coniente,

E le barbe ondeggiar lunghe due spanne.

XXXIII.

IL TRAMONTO DELLA LUNA.

Quale in notte solinga,

Sovra campagne inargentate ed acque, 've zefiro aleggia,

E mille vaghi aspettiE ingannevoli obbiettiFingon lombre lontaneInfra Fonde tranquilleE rami e siepi e collinelte e ville;Giunta al confin del cielo,

Dietro Apennino od Alpe, o del TirrenoNell'infinito seno

Scende la luna; e si scolora il mondo;Spariscon Fombre, ed unaOscurità la valle e il monte imbruna;Orba la notte resta,

E cantando, con mesta melodia,Lestremo albor della fuggente luce,Che dianzi gli fu duce,

Salutaci carrettier dalla sua via;

Tal si dilegua, e taleLascia letà mortaleLa giovinezza. In fuga