CANTI.
Bella Morie, pietosa
Tu sola al mondo dei terreni affanni,
Se celebrata maiFosti da me, s’al tuo divino statoL’onte del volgo ingratoRicompensar tentai.
Non tardar piu, t’inchinaA disusati preghi.
Chiudi alla luce ornai
Questi occhi tristi, o dell’età reina.
Me certo troverai, qual si sia l'oraChe tu le penne al mio pregar dispieghi,Erta la fronte, armato,
E renitente al fato,
La man che flagellando si coloraNel mio sangue innocenteNon ricolmar di lode,
Non benedir, com’ usa
Per antica viltà l’umana gente;
Ogni vana speranza onde consolaSé coi fanciulli il mondo,
Ogni confprto stolto
Gittar da me; nuli’altro in alcun tempoSperar, se non te sola;
Solo aspettar sereno
Quel dì eh’ io pieghi addormentalo il voltoNel tuo virgineo seno.
XXVIII.
A SE STESSO.
Or poserai per sempre,
Stanco mio cor. Perì l’inganno estremo,Ch'eterno io mi credei. Peri. Ben sento,In noi di cari inganni,
Non che la speme, il desiderio è spento.