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I canti di Giacomo Leopardi : illustrati per le persone colte et per le scuole ; con la vita del poeta narrata di su l'epistolario
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CANTI.

Che percosso d’amor, nè mai più forteSprezzò l’infausta vita,

Nè per altro signore

Come per questo a perigliar fu pronto:

Ch’ove tu porgi aita,

Amor, nasce il coraggio,

O si ridesta; e sapiente in opre,

Non in pensiero invan, siccome suole,

Divien l’umana prole.

Quando novellamenteNasce nel cor profondoUn amoroso affetto,

Languido e stanco insiem con esso in pettoUn desiderio di morir si sente:

Come, non so: ma tale

D’amor vero e possente è il primo effetto.

Forse gli occhi spaura

Allor questo deserto: a sé la terra

Forse il mortale inabitabil fatta

Vede ornai senza quella

Nova, sola, infinita

Felicità che il suo pensier figura:

Ma per cagion di lei grave procellaPresentendo in suo cor, brama quiete,Brama raccorsi in portoDinanzi al fìer disio,

Che già, rugghiando, intorno intorno oscura.

Poi, quando tutto avvolgeLa formidabil possa,

E fulmina nel cor l’invitta cura,

Quante volte implorataCon desiderio intenso,

Morte, sei tu dall’affannoso amante!

Quante la sera, e quanteAbbandonando all’alba il corpo stanco,

Sé beato chiamò s’indi giammaiNon rilevasse il fianco,

Nè tornasse a veder l’amara luce!

E spesso al suon della funebre squilla,

Al canto che conduce