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I canti di Giacomo Leopardi : illustrati per le persone colte et per le scuole ; con la vita del poeta narrata di su l'epistolario
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CANTI.

Ampie finestre sibilando il vento,Rimbombare i sollazzi e le festoseMie voci al tempo che lacerbo, indegnoMistero delle cose a noi si mostraPien di dolcezza; indelibata, interaIl garzoncel, come inesperto amante,

La sua vita ingannevole vagheggia,

E celeste beltà fingendo ammira.

O speranze, speranze; ameni inganniDella mia prima età! sempre, parlando,Ritorno a voi; che per andar di tempo,Per variar daffetti e di pensieri,Obbliarvi non so. Fantasmi, inLendo,

Son la gloria e lonor; diletti e beni

Mero desio; non ha la vita un frutto,

Inutile miseria. E sebben vóti

Son gli anni miei, sebben deserto, oscuro

Il mio stato mortai, poco mi toglie

La fortuna, ben veggo. Ahi, ma qualvolta

A voi ripenso, o mie speranze antiche,

Ed a quel caro immaginar mio primo;Indi riguardo il viver mio vileE si dolente, e che la morte è quelloChe di cotanta speme oggi mavanza;Sento serrarmi il cor, sento ch'ai tuttoConsolarmi non so del mio destino.

E quando pur questa invocata morteSarammi allato, e sarà giunto il fineDella sventura mia; quando la terraMi fia straniera valle, e dal mio sguardoFuggirà lavvenir; di voi per certoRisovverrammi ; e quellimago ancoraSospirar mi farà, farammi acerboLesser vissuto indarno, e la dolcezzaDel fatai tempererà daffanno.

E già nel primo giovanil tumultoDi contenti, dangosce e di desio,

Morte chiamai più volte, e lungamenteMi sedetti colà su la fontanaPensoso di cessar dentro quellacque