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I canti di Giacomo Leopardi : illustrati per le persone colte et per le scuole ; con la vita del poeta narrata di su l'epistolario
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CANTI.

Così queglineffabiliGiorni, o mio cor, traevi,

Che si fugaci e breviIl cielo a noi sorti.

Chi dalla grave, immemoreQuiete or mi ridesta ?

Che virtù nova è questo,Questa che sento in me?

Moti soavi, immagini,

Palpiti, error beato,

Per sempre a voi negaloQuesto mio cor non è ?

Siete pur voi quellunicaLuce de giorni miei ?

Gli affetti chio perdeiNella novella età?

Se al ciel, sai verdi margini,Ovunque il guardo mira,Tutto un dolor mi spira,Tutto un piacer mi.

Meco ritorna a vivereLa piaggia, il bosco, il monte;Parla al mio core il fonte,Meco favella il mar.

Chi mi ridona il piangereDopo cotanto obblio?

E come al guardo mioCangiato il mondo appar?

Forse la speme, o poveroMio cor, ti volse un riso ?

Ahi della speme il visoIo non vedrò mai più.

Proprii mi diede i palpitiNatura, e i dolci inganni.Sopirò in me gli affanniLingenita virtù;