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I canti di Giacomo Leopardi : illustrati per le persone colte et per le scuole ; con la vita del poeta narrata di su l'epistolario
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ALLA SUA DONNA.

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Per le valli, ove suonaDel faticoso agricoltore il canto,

Ed io keggo-e mi lagWo' '

Del giovanile error che mabbandona;

E per li poggi, ov io rimembro e piagno

I perduti desiri, e la perduta

Speme degiorni miei; di te pensando,

A palpitar mi sveglio. E potessio,

Nel secol tetro e in questo aer nefando,Lalta specie serbar; che dellimago,

Poi che del ver mè tolto, assai mappago.

Se delleterne ideeLuna sei tu, cui di sensibil formaSdegni l'eterno senno esser vestita,

E fra caduche spoglie

Provar gli affanni di funerea vita;

O saltra terra ne superni giriFra mondi innumerabili taccoglie,

E più vaga del Sol prossima stellaTirraggia, e più benigno etere spiri;

Di qua dove son gli anni infausti e brevi,Questo dignoto amante inno ricevi.

XIX.

AL CONTE CARLO PEPOLL.

Questo affannoso e travagliato sonnoChe noi vita nomiam, come sopporti,

Pepoli mio? di che speranze il coreVai sostentando? in che pensieri, in quantoO gioconde o moleste opre dispensiLozio che li lasciar gli avi remoti,

Grave retaggio e faticoso? È tutta,

In ogni umano stato, ozio la vita,

Se quelhoprar, quel procurar che a degnoObbietto non intende, o che allintento