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I canti di Giacomo Leopardi : illustrati per le persone colte et per le scuole ; con la vita del poeta narrata di su l'epistolario
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LA SERA DEL DI FESTA.

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In così verde etate! Ahi, per la viaOdo non lunge il solitario cantoDell'artigian, che riede a tarda notte,Dopo i sollazzi, al suo povero ostello;

E fieramente mi si stringe il core,

A pensar come tutto al mondo passa,

E quasi orma non lascia. Ecco è fuggitoIl festivo, ed al festivo il giornoVolgar succede, e se ne porta il tempoOgni umano accidente. Or dovè il suonoDi que popoli antichi? or dovè il gridoDe nostri avi famosi, e il grande imperoDi quella Roma, e larmi, e il fragorioChe nandò per la terra e loceano?

Tutto è pace e silenzio, e tutto posaIl mondo, e più di lor non si ragiona.Nella mia prima età, quando saspettaBramosamente il festivo, or posciaChegli era spento, io doloroso, in veglia,Premea le piume; ed alla tarda notteUn canto che sudia per li sentieriLontanando morire a poco a poco,

Già similmente mi stringeva il core.

XIV

ALLA LUNA.

O graziosa luna, io mi rammentoChe, or volge lanno, sovra questo colle

10 venia pien dangoscia a rimirarti:

E tu pendevi allor su quella selvaSiccome or fai, che tutta la rischiari.Ma nebuloso e tremulo dal piantoChe mi sorgea sul ciglio, alle mie luci

11 tuo volto apparia, chè travagliosaEra mia vita: ed è, cangia stile,