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I canti di Giacomo Leopardi : illustrati per le persone colte et per le scuole ; con la vita del poeta narrata di su l'epistolario
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IL PRIMO AMORE.

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E nove Soli, in questo a pianger natoQuando facevi, amor, le prime prove.Quando in ispregio ogni piacer, gratoMera degli astri il riso, o dellauroraQueta il silenzio, o il verdeggiar del prato.Anche di gloria amor taceami alloraNel petto, cui scaldar tanto solea,

Che di beltade amor vi fea dimora.

gli occhi ai noti studi io rivolgea,

E quelli m'apparian vani per cuiVano ogni altro desir creduto avea.

Deh come mai da me vario fui,

E tanto amor mi tolse un altro amore?Deli quanto, in verità, vani siam nui!

Solo il mio cor piaceami, e col mio coreIn un perenne ragionar sepolto,

Alla guardia seder del mio dolore.

E locchio a terra chino o in raccolto,

Di riscontrarsi fuggitivo e vago in leggiadro soffria in turpe volto:Che la illibata, la candida imagoTurbare egli temea pinta nel seno,

Come allaure si turba onda di lago.

E quel di non aver goduto appienoPentimento, che lanima ci grava,

E il piacer che passò cangia in veleno,Per li fuggiti mi stimolavaTuttora il sen: che la vergogna il duroSuo morso in questo cor già non oprava.Al cielo, a voi, gentili anime, io giuroChe voglia non mentrò bassa nel petto,Charsi il foco intaminato e puro.

Vive quel foco ancor, vive laffetto,

Spira nel pensier mio la bella imago,

Da cui, se non celeste, altro dilettoGiammai non ebbi, e sol di lei mappago.