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I canti di Giacomo Leopardi : illustrati per le persone colte et per le scuole ; con la vita del poeta narrata di su l'epistolario
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CANTI.

Furo i liquidi fonti. Arcane danzeDimmortal piede i ruinosi gioghiScossero e lardue selve (oggi romitoNido de venti): e il pastorei cliaHombreMeridiane 6 incerte, ed al fioritoMargo adducea de fiumiLe sitibonde agnelle, arguto carmeSonar dagresti PaniUdi lungo le ripe; e tremar londaVide, e stupi, che non palese al guardoLa faretrata Diva

Scendea ne caldi flutti, e dallimmondaPolve tergea della sanguigna cacciaIl niveo lato e le verginee braccia.

Vissero i fiori e lerb'e,

Vissero i boschi un di. Conscie le molliAure, le nubi e la litania lampaFur dell'umana gente, allor che ignudaTe per le piagge e i colli,

Ciprigna luce, alla deserta notteCon gli occhi intenti il viator seguendo,Te compagna alla via, te de mortaliPensosa immaginò. Che se glimpuriCittadini consorzi e le fataliIre fuggendo e Tonte,

Glispidi tronchi al petto altri nell imeSelve remoto accolse,

Viva fiamma agitar l'esangui vene,Spirar le foglie, e palpitar segretaNel doloroso amplessoDafne e la mesta Filli, o di ClimenePianger credè la sconsolata proleQuel che sommerse in Elùdano il sole.

dellumano affanno,

Rigide balze, i luttuosi accentiVoi negletti ferir mentre le vostrePaurose latebre Eco solinga,

Non vano error de venti,

Ma di ninfa abitò misero spirto,

Cui grave amor, cui duro foto escluse