Druckschrift 
I canti di Giacomo Leopardi : illustrati per le persone colte et per le scuole ; con la vita del poeta narrata di su l'epistolario
Entstehung
Seite
127
Einzelbild herunterladen
 

ALLA PRIMAVERA.

A putridi nepoti

L’onor d’egregie menti e la supremaDe’ miseri vendetta. A me dintornoLe penne il bruno augello avido roti;Prema la fera, e il nemboTratti l’ignota spoglia;

E l'aura il nome e la memoria accoglia.

VII.

ALLA PRIMAVERA,

0 DELLE FAVOLE ANTICHE.

Perchè i celesti danniRistori il Sole, e perchè l’aure infermeZefiro avvivi, onjle fugata e spartaDelle nubi la grave ombra s’avvalla;Credano il petto inermeGli augelli al vento, e la diurna luceNovo d’amor desio, nova speranzaNe’ penetrati boschi e fra le scioltePruine induca alle commosse belve;

Forse alle stanche c nel dolor sepolte

Umane menti riede

La bella età, cui la sciagura e l’atra

Face del ver consunse

Innanzi tempo? Ottenebrati e spenti

Di febo i raggi al misero non sono

In sempiterno? ed anco,

Primavera odorata, inspiri e tenti

Questo gelido cor, questo ch’ainara

Nel fior degli anni suoi vecchiezza impara?

Vivi tu, vivi, o santaNatura? vivi e il dissueto orecchioDella materna voce il suono accoglie ?

Già di candide ninfe i rivi albergo,

Placido albergo e specchio