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I canti di Giacomo Leopardi : illustrati per le persone colte et per le scuole ; con la vita del poeta narrata di su l'epistolario
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CANTI.

Dellumana progenie al dolce raggioDelle pupille vostre il ferro e il focoDomar fu dato. A senno vostro il saggioE il forte adopra e pensa; e quanto il giornoGol divo carro accerchia, a voi sinchina.Ragion di nostra etateIo chieggo a voi. La santaFiamma di gioventù dunque si spegnePer vostra mano ? attenuata e frantaDa voi nostra natura? e le assonnateMenti, e le voglie indegne,

E di nervi e di polpe

Scemo il valor natio, son vostre colpe?

Ad atti egregi è sproneAmor, chi ben lestima, e dalto affettoMaestra è la beltà. D'amor digiunaSiede lalma di quello a cui nel pettoNon si rallegra il cor quando a tenzoneScendono i venti, e quando nembi adunaLolimpo, efiede le montagne il romboDella procella. 0 spose,

O verginette, a voi

Chi de perigli è schivo, e quei che indegnoÈ della patria e che sue brame e suoiVolgari affetti in basso loco pose,

Odio mova e disdegno;

Se nel femmineo coreDuomini ardea, non di fanciulle, amore.Madri dimbelle prole

Vincresca esser nomate. I danni e il piantoDella virtude a tollerar savvezziLa stirpe vostra, e quel che pregia e coleLa vergognosa età, condanni o sprezzi;Cresca alla patria, e gli alti gesti, e quantoAgli avi suoi deggia la terra impari.

Qual de vetusti eroi

Tra le memorie e il grido

Crescean di Sparta i figli al greco nome;

Finché la sposa giovanetta il fido

Brando cingeva al caro lato, e poi