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I canti di Giacomo Leopardi : illustrati per le persone colte et per le scuole ; con la vita del poeta narrata di su l'epistolario
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ALL ITALIA.

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Io credo che le piante e i sassi e londa

E le montagne vostre al passeggere

Con indistinta voce

Narrin siccome tutta quella sponda

Coprir le invitte schiere

De'corpi chalia Grecia eran devoti.

Allor, vile e feroce,

Serse per lEllesponto si fuggia,

Fatto ludibrio agli ultimi nepoti;

E sul colle dAntela, ove morendoSi sottrasse da morte il santo stuolo,Simonide 1 salia,

Guardando letra e la marina e il suolo.

E di lacrime sparso ambe le guance,

E il petto ansante, e vacillante il piede,Toglieasi in man la lira:

Beatissimi voi,

Choffriste il petto alle nemiche lancePer amor di costei chai Sol vi diede;

Voi che la Grecia cole, e il mondo ammira.

Nellarmi e ne perigli

Qual tanto amor le giovanette menti,

Qual nellacerbo fato amor vi trasse?

Come lieta, o figli,

Lora estrema vi parve, onde ridentiCorreste al passo lacrimoso e duro ?

Parea eha danza e non a morte andasseCiascun de vostri, o a splendido convito:Ma vattendea lo scuroTartaro, e londa morta;

le spose vi foro o i figli accanto

Quando su laspro lito

Senza baci moriste e senza pianto.

Ma non senza de Persi orrida penaEd immortale angoscia.

Come lion di tori entro una mandraOr salta a quello in tergo e si gli scavaCon le zanne la schiena,

Or questo fianco addenta or quelia coscia;Tal fra le Perse torme infuriava