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DANTI.
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Perchè, perchè? dov’è la forza antica,
Dove l’armi e il valore e la costanza?
Chi ti discinse il brando?
Chi ti tradi? qual arte o qual faticaO qual tanta possanza
Valse a spogliarti il manto e Lauree bende?
Come cadesti o quando
Da tanta altezza in così basso loco?
Nessun pugna per te? non ti difendeNessun de’tuoi? L’armi, qua l’armi: io soloCombatterò, procomberó sol io.
Dammi, o ciel, che sia focoAgl’ italici petti il sangue mio.
Dove sono i tuoi figli ? Odo suon d’armiE di carri e di voci e di timballi:
In estranie contradePugnano i tuoi figliuoli.
Attendi, Italia, attendi. Io veggio, o panni,Un fluttuar di fanti e di cavalli,
E fumo e polve, e luccicar di spadeCome tra nebbia lampi.
Nè ti conforti? e i tremebondi lumiPiegar non soffri al dubitoso evento ?
A che pugna in quei campiL’itala gioventude? O numi, o numi:
Pugnan per altra terra itali acciari.
Oh misero colui che in guerra è spento,
Non per li patrii lidi e per la piaConsorte e i figli cari,
Ma da nemici altrui
Per altra gente, e non può dir morendo:Alma terra natia,
La vita che mi desti ecco ti rendo.
Oh venturose e care e benedetteL’antiche età, che a mortePer la patria correan le genti a squadre;
E voi sempre onorate e gloriose,
O tessaliche strette,
Dove la Persia e il fato assai men forteFu di poch’alme franche e generose!