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I canti di Giacomo Leopardi : illustrati per le persone colte et per le scuole ; con la vita del poeta narrata di su l'epistolario
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20 LA VITA DEL POETA.

Coloro che hanno immaginato di sconvolgere gli ordini dellasocietà e di rovesciarne le istituzioni più utili e rispettate, hannoincominciato dall’oguagliare il vestiario di tutti i ceti, raccoman-dando la causa loro alla moda. Finche i cavalieri portavano laspada al fianco, vestivano abiti ricamati e camminavano col ser-vitore appresso, e finché le dame si mostravano col corredo delloregine, la filosofia (!) poteva gridare a sfiatarsi; ma il popolonon s’induceva a credersi eguale a quelli che ammirava porsentimento, rispettava per abitudine, e lasciava grandeggiareper necessità.

Nel 1792, quando cominciò a provare il pizzicord’amore, non ancora aveva assunto quel perpetuoabito da funerale. In quell’anno dovè accompagnarela madre a Pesaro; e lì, in casa dell’ava marchesaMosca, i suoi occhi s’incontrarono in quelli d’unacontessina “ superstite ed erede unica della suafamiglia „. S’intende: “ eguali di condizione e di età „,racconta non senza grazia di scrittore Monaldo,

spesso vicini al passeggio, al tavolino e al circolo, io m’inna-morai perdutamente di lei, e credo che essa non restasse indif-ferente. Tutti conoscevano il nostro amore, o tutti ne parlavano;ma noi, comunicandocelo collo sguardo solo, non ebbimo il co-raggio di palesarcelo con la voce, e si osservò costantemente unsilenzio lungo, singolare e inopportuno. Il romperlo non era lasua parie, ed io che lo risolvei mille volte fra me stesso, e chenon temevo di vedere sprezzato le mio dichiarazioni, ero poinell’atto tanto lontano da quell’ardire, quanto lo sarei adessodal recarmi sulla strada pubblica ad assassinare i passaggicri.

La nonna si lasciò raltenere dal sospetto che altrinon l’accusasse di far troppo gl’interessi del nipote;la madre “ non era tagliata al maneggio degli altari „;ed egli ci mise lauta gollàggine, che tulio andò amonte.

Una sera, un cavaliere pronto o gioviale, sedendo vicino alladamina, mi chiamò o mi disse alla sua presenza: — Poiché tuttilo sanno, confessami qui che tu fai all' amore colla contessinaTeresa. — Io, con le brace nel volto, dissi: — Non é vero! —e fuggii. La giovane se ne offese, e quel momento, che potevalegarci per sempre, fu la tomba della nostra corrispondenza.