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LA VITA DEL POETA.
invece loquace e sboccalo, mettendo a parte i suoilettori immaginarli d’ogni cosa più intima. Par quasiche, scrivendo, l’agghindato aristocratico si piaccia diporsi in pantofole e in maniche di camicia.
Certo, se non si trattasse del padre di Giacomo, illibro non avrebbe uguali attrattive. Perchè una nar-razione di tal genere possa riuscir dilettevole, con-viene o che il protagonista e scrittore sia di quegliuomini la cui storia interessi per la sua propria sin-golarità, eom'è dell’Alfieri, del Celimi, del Duprè; oche i casi tra cui s’è trovato siano altamente epici edrammatici, eom’è del Settembrini e del Pellico. Tut-tavia codesto hidalgo delle Marche, il quale a diciot-l’anni si veste tutto di nero, “ e così „, racconta,“ ho vestito sempre e vesto, sicché chiunque non miconobbe fanciullo, non mi vide coperto con abiti dialtro colore ; — che si vanta d’aver portata “ laspada ogni giorno, come i cavalieri antichi, e fui ,„osserva, “ probabilmente l’ultimo spadifero d’Italia,lìncbè nel 1798 sotto il Governo repubblicano questocostume nobile e dignitoso decadde allatto — che,fanatico sanfedista, pur dopo la grande Rivoluzionecredeva non solo possibile, ma sospirava, la restau-razione del comune guelfo; — che ancora nel 1832definiva la patria “ precisamente quella terra nellaquale siamo nati, e in cui viviamo insieme con glialtri cittadini, avendo comuni con essi il suolo, lemura, le istituzioni, le leggi, le pubbliche proprietà euna moltitudine d’interessi e di rapporti „, onde, aparer suo, si fa male a chiamar patria la “ nazionenella quale siamo nati e viviamo.... perchè coi nazio-nali stranieri (!) non abbiamo comunità d’interessi,d’istituzioni e di leggi, e non siamo legati con essida quasi nessuno di quei vincoli e di quei rapportiche stringono fra di loro li cittadini d'una medesimapatria „ ; — che in una lettera del 1826 (Leti, a G. L.,p. 162), esortando l’italianissimo figliuolo a chia-marsi nella starnila delle sue opere recanatese, sog-giungeva: “ io poi ne vedrò alquanto soddisfatto quellooramai inutile amore di patria, che non so abbando-