L’AUTOBIOGRAFIA DI MONALDO.
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storici e letterari ma tutto ciò che dopo d’alloraè venuto a conoscenza del pubblico circa la casa Leo-pardi, ha confermato quanto egli aveva giustamentee acutamente intuito. (Gfr. l’arguto e notevole opu-scolo di R. Bonari, I genitori di G. L., Napoli 1886).
Monaldo, oltre il resto, era un grafomane. Una voltadisse al cognato Alitici ch’ei si riprometteva di “ scri-vere su lutto lutto ma s’accorse subito egli stessoche la “ bomba era un po’ grossa „. Non ogni cosache scrisse riuscì a stampare; pure i torchi gemet-tero per parecchie delle sue opere poetiche, storiche,filosofiche, economiche, ascetiche, politiche, pole-miche, di qualcuna delle quali si moltiplicarono anziin breve le edizioni. Fu anche giornalista e dei piùfecondi eviolenti (cfr. C. A. -Traversi, Monaldo gior-nalista, opusc. nuziale, Roma 1886); e, campione ac-canito e intransigentissimo dei diritti del trono edell'altare, trovò perfino il modo di farsi candannaredalla Congregazione dell’Indice!
Tra’ suoi manoscritti ne fu trovato uno che ha pernoi una speciale importanza: VAutobiografia. 1 Essanon va oltre il gennaio 1802, benché Monaldo la co-minciasse a stendere nel 1820. L’uomo vi si descriveingenuamente e sinceramente, con tutti i suoi grandidifetti e con le virtù che non gli mancavano. Curiosotipo anche in questo: a voce, delle cose sue fami-liari ei non discorreva se non con la moglie e colcognato, mantenendo con gli altri un severo ed or-goglioso riserbo; con la penna in mano, diventava
1 Fu pubblicata, di sull’autografo conservato nella biblioteca deiLeopardi, dal prof. A. A vóli, a Roma, nel 1833. Rimase perciò ignota,o nota solamente in parte, a quanti fino a quell’anno ebbero ad occu-parsi di Monaldo : al conte Severino Servanzi Collio, che pubblicò l’opu-scolo Opere e scritti del conte M. L., Macerata 1847; al prof. A. D’Ancona,La famiglia di Q. L nella Nuova Antologia del 15 ottobre 1878; all’Au-lard, Un guelfe au XIX° siede , nella Revue politique ei litiéraire del 14 giu-gno 1879, Non ne fecero largo uso neppur la contessa Teresa TejaLeopardi, seconda moglie di Carlo, che nel 1881 a Parigi, in francese,e nel 1882 a Milano, tradotte da lei medesima, pubblicò alcune Notebiografiche sopra L. e la sua famiglia; e il prof. G. Piergili, Il conte M. //.,nella N* Antologia del 15 febbraio 1882.